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di Redazione Vanity Fair

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È arrivato l’autunno, è arrivato il Grande Fratello, quello dei Vip. Personaggi più o meno famosi che decidono consapevolmente di rinchiudersi in una casa per decine e decine di giorni senza poter uscire. Ma tu lo faresti? Dirai di no, eppure puntualmente, con l’arrivo del letargo animale, anche tu vai in letargo. Ti spieghiamo perché, anche se non è più estate, faresti invece meglio a uscire subito di casa

L’autunno: quanto è bello l’autunno? Cadono le foglie colorate, fioriscono le giacche di pelle, riduciamo la spesa mensile dall’estetista del 50%. Ma con l’autunno si abbassano anche le temperature e torna irrimediabilmente la voglia di chiudersi in una casa più di quanto lo desiderassero quest’anno i fratelli Rodriguez (sì, i fratelli di Belen).

C’è un rischio però, e non va sottovalutato: il letargo autunnale crea torpore e, se in estate sembriamo dei canguri saltellanti alla ricerca di una birretta ghiacciata, da settembre a marzo ci trasformiamo in bradipi che arrivano a ordinarla a domicilio, pur di non mettere piede fuori casa.

La casa, il divano, la televisione, le serie tv, e sì, anche il Grande Fratello Vip si trasformano in vere e proprie trappole anti vita sociale che abbagliano e irretiscono. Ma, citando il più lungimirante Rimbaud, “la vera vita è altrove”, e non bisogna dimenticarlo. Vi diamo 5 buoni motivi per cui è assolutamente meglio uscire di casa.

Vi trasformerete in casalinghe disperate

Avete presente quel menefreghismo che rende l’estate eccitante come se avessimo sempre diciotto anni? Quella sensazione di libertà, di potenza, di carica che vi spinge a conquistare il mondo alla ricerca dell’avventura più esilarante? Bene, dimenticatela. La casa inghiottisce, chiude in dinamiche spaventose di cui non eravate a conoscenza, spinge ad amare cose impensabili e, in men che non si dica, vi ritroverete a dire “amo stirare”, e a ballare con il ferro da stiro tra le mani e un turbante in testa come solo Cristiano Malgioglio riesce a fare. Ma voi non siete Malgioglio e il risultato finale sarà un epico disastro anni ’50 e lotte e battaglie femministe prese e accartocciate nella pattumiera.

Rischierete l'oblio

Lo scenario: i prossimi weekend li passerete a recuperare tutte le serie di Game of Thrones che non avete mai visto, cosa che ha causato irrimediabilmente vostra esclusione dalle innumerevoli discussioni a riguardo. È stata dura, vero? Incamerate questa sensazione, ancora più profondamente, perché per capire quanto sparirete dalla mente degli altri, se passerete l’autunno chiuse in casa, dovrete moltiplicarla per l’età di Lorenzo Flaherty. Non la ricordate? O, meglio, non sapete chi sia? Le stessa perplessità, rivedendovi, l’avranno su di voi quelli che un tempo erano vostri amici e che ora state sostituendo con gli audio su Whatsapp.

Inventerete bugie ridicole

E poi arriva la menzogna. D’altronde come giustificare mesi di reclusione casalinga volontaria se non inventandovi scuse e false identità? Esatto, sulla scia di Serena Grandi che si tatua l’oscar convinta di averlo vinto lei. Solo che per voi di “La grande bellezza” nemmeno l’ombra, nessuna festa reboante sulle note in remix di “a far l’amore comincia tu”; nessun Gep Gambardella che vi insulta per la vostra lasciva vita da scrittrici decadenti. Il nulla. E con esso fiumi di menzogne palesi del tipo “no, ieri avevo l’appuntamento col club di lettura anticonformista, per questo non sono potuta venire all’aperitivo”.

Vi perderete un sacco di risate

Ci sarà però un momento in cui tornerete in vita, magari tra 6-7 mesi, e ritroverete gli amici di sempre (ammesso che ve ne siano rimasti). Loro rideranno, si ricorderanno del momento in cui la birra si è trasformata da fonte di sudore ad abbraccio accogliente; sorrideranno di quella volta in cui hanno perso l’autobus perché troppo impegnati a ridere della situazione; citeranno aulicamente battute condivise come nemmeno Carmen Di Pietro nelle sue migliori esibizioni avrebbe potuto fare. E voi? D-I-S-A-G-I-O. Sorriderete, con lo charme di una signora costipata, e guarderete il vostro smartphone indifferenti, fingendo che l’audio di vostra madre sia il messaggio di una nuova, cara collega di lavoro.

Parlerete solo di voi stesse

The last but not the least, il crimine ultimo da attribuire alle chiusura tra le 4 mura domestiche: l’autoreferenzialità. Chiudendovi in casa resterete il vostro unico metodo di confronto, assurgerete al più deprimente degli status: quello in cui la parola “IO” sostituisce irrimediabilmente il “ti ricordi”. E allora avrete sempre la vostra da dire, come se questi mesi di reclusione vi avessero reso delle maestrine incontestabili alla Simona Izzo. La verità è che la gente vi asseconderà con sguardo compassionevole, non perché vi attribuisce credibilità, ma perché non sopporta più il vostro continuo e noioso borbottare. La soluzione? Lì fuori c’è vita, ci sono i confronti, gli amici, la birra e le patatine che vi aspettano. Munitevi di sciarpetta, “la vera vita è altrove”.

  • Redazione Vanity Fair
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